Quell’ingenuo di Colombo

Pietro Ratto, 7 ottobre 2011

Genovese o spagnolo? Cristiano o ebreo?

Convinto fino alla fine di aver scoperto nuove terre orientali o consapevole di essere approdato in un "Nuovo Mondo"?

LA VECCHIA STORIA

Lo sbarramento venutosi a creare a metà del XV secolo nell’Europa sud-orientale a causa delle nuove conquiste dell’impero turco ottomano, in pieno possesso della città di Costantinopoli dal 29 maggio 1453, costrinse i navigatori ed i commercianti europei a cercare nuove vie di comunicazione con l’Oriente, per aggirare quella che era ormai diventata una vera e propria cesura tra l’Occidente ed i giganteschi mercati asiatici. Le grandi monarchie nazionali necessitavano di nuove risorse economiche, non rivelandosi più sufficienti i prelievi fiscali interni; nuove miniere e nuove ricchezze andavano cercate in terre lontane. Venne così avanzata l’ipotesi di raggiungere l’India e la Cina circumnavigando l’Africa, così da evitare l’ostacolo turco, ed il primo ad ottenere questo obiettivo fu il portoghese Bartolomeo Diaz, che nel 1488 aprì una nuova via commerciale con l’Oriente doppiando il Capo di Buona Speranza (la punta estrema dell’Africa meridionale), con un nuovo tipo di imbarcazione, la caravella, piccolo e leggero veliero nato in Portogallo nel 1430. Si apriva così un’era di GRANDI NAVIGAZIONI E DI SCOPERTE GEOGRAFICHE senza precedenti. Se infatti il mondo occidentale aveva già conosciuto leggendari viaggi come quello di Marco Polo, che nel 1275 era giunto a Pechino, bisogna però sottolineare che questo importante commerciante veneziano aveva viaggiato a titolo personale, per interessi privati (per quanto aiutato ed incoraggiato dalla Repubblica veneta). In questo caso, invece, si trattava di viaggi finanziati direttamente dagli apparati statali, interessati ad espandersi su nuovi territori e ad arricchirsi tramite nuove scoperte e nuove risorse commerciali ed economiche.Tutti sanno che, tra i navigatori di questo periodo, il primo posto spetta senza dubbio a Cristoforo Colombo. La storia che si insegna a scuola racconta che il navigatore nacque a Genova nel 1451 e morì a Valladolid, in Spagna, nel 1506, che dal 1479 si trasferì stabilmente a Lisbona (lui stesso racconta di essere scampato miracolosamente ad un naufragio nell'agosto 1476, riuscendo a raggiungere a nuoto le coste portoghesi "attaccato ad un remo"), ove si trovava anche il fratello Bartolomeo e ove cominciò ad esercitare notevoli pressioni sul re Giovanni II per convincerlo a finanziargli una colossale impresa. L’idea di Colombo consisteva nel tentare di raggiungere l’Oriente navigando verso Occidente, nella ferma convinzione che la Terra fosse sferica (convinzione probabilmente coraggiosa, per il tempo. Se infatti il greco Eratostene, a cavallo tra il III ed il II sec a.C., aveva addirittura calcolato la circonferenza terrestre, i suoi libri erano però stati occultati ed erano fintiti tra i molti censurati dalla Chiesa di Roma, che pure era così venuta a conoscenza delle sue ipotesi circa l’esistenza di “un altro Continente abitato nella zona temperata”). Il re portoghese rifiutò il progetto dopo averlo sottoposto ad una commissione di esperti e Colombo, vedovo dal 1485 in seguito alla morte della nobile moglie Felipa Moniz Perestrello (nientemeno che cugina dello stesso re), decise di spostarsi in Spagna col figlioletto Diego, non esitando a proporre la sua idea ai Re cristianissimi Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia, i quali, dopo essersi più volte dimostrati perplessi, accettarono di finanziare l’improbabile spedizione dopo sette lunghi anni di pressioni, nel corso dei quali Colombo si era ormai ridotto a vender libri e disegnare mappe per mantenere sia Diego che il secondogenito Fernando, nato da una relazione con Beatrice Enriquez de Arana. Determinante, per il consenso di Isabella di Castiglia,  fu l’intercessione del vescovo Alessandro Geraldini, confessore della regina ed amico di Colombo). Isabella, quindi, concesse al genovese il titolo di Ammiraglio, Viceré e Governatore di tutte le terre eventualmente scoperte, e Colombo partì il 3 agosto del 1492 con tre caravelle (Santa Maria, Nina e Pinta), finanziate anche con l’aiuto delle immancabili banche fiorentine e genovesi, alla volta dei ricchissimi mercati orientali di Cina e Giappone di cui aveva letto sul Milione di Marco Polo. Il 12 ottobre 1492 fu avvistata terra, e l’isola su cui Colombo approdò venne da lui chiamata San Salvador. Si trattava in realtà di un isolotto delle Bahamas, ma egli la credette un’isola orientale. Seguirono altre due spedizioni, nel 1493 e nel 1498, grazie alle quali egli esplorò le Antille ed il delta dell’Orinoco. Qui, finalmente, riuscì a trovare oro e perle preziosissime, risvegliando così l’interesse dei potenti, che già stavano pentendosi di aver finanziato spedizioni prive di qualsiasi riscontro economico e quindi rivelatesi inutili poiché “solo” di interesse antropologico e naturalistico. Durante questi anni, però, scoppiarono violente ribellioni di indios nelle sue colonie, che corse voce venissero sedate con violenza (a questo proposito c’è chi sostiene si trattasse soprattutto di calunnie elaborate all’interno della corte spagnola, in un clima di forte invidia nei confronti del potere che Colombo stava accumulando in quelle zone, da parte di nobili in cerca di un pretesto per sottrargli tutti i ricchi territori scoperti. Resta però il fatto che ci sono storici, come ad esempio Consuelo Varela, che sostengono che esistano parecchie testimonianze circa le numerose violenze e torture cui sarebbero stati sottoposti gli indios dagli uomini di Colombo¹. Altri studiosi, come Corina Bucher², sostengono invece che i presunti "crimini di Colombo" siano stati inventati o per lo meno molto esagerati, da parte di storici (soprattutto iberici), che volevano giustificare la successiva revoca del titolo di Viceré al navigatore da parte di Ferdinando II. Vere o inventate che siano, a causa di tali accuse la storia tradizionale ci narra che il navigatore genovese venne raggiunto da funzionari spagnoli, che lo arrestarono e lo trascinarono in Spagna facendolo incarcerare. Liberato per intercessione della stessa regina, poté ripartire per la quarta spedizione nel 1502, questa volta esplorando l’Honduras, ma tornato in Spagna venne a sapere che la sua protettrice Isabella era ormai morta. Cristoforo Colombo passò quindi i suoi ultimi anni in estrema povertà e dimenticato da tutti; morì nel 1506 forse (ma, come accennato, tra gli storici un ampio dibattito è aperto in proposito), ancora convinto di aver scoperto nuove misteriose terre asiatiche.Le scoperte di Colombo spinsero la Spagna a prendere sul serio la straordinaria opportunità di accaparrarsi  il maggior numero possibile di nuove terre da sfruttare. Così, nel 1493, la corona spagnola ottenne da Papa Alessandro VI il riconoscimento di tutti i diritti esclusivi sulle terre ad occidente di una linea che tagliava longitudinalmente l’Oceano Atlantico, attraverso la bolla Inter caetera. L’anno successivo Spagna e Portogallo firmarono il Trattato di Tordesillas, che sanciva che alla Spagna sarebbero toccate in via esclusiva “tutte le terre d’Occidente” ad ovest del meridiano Raya (distante 370 leghe dalle isole africane di Capo verde), e che assegnava al Portogallo quelle ad est dello stesso meridiano (ossia praticamente nulla, a parte molta acqua e ciò che possedeva già).

Questa, dunque, la "versione ufficiale". Molti aspetti controversi, però, persistono su tutta la vicenda. Come poteva, ad esempio, Colombo trascurare completamente l’ipotesi di aver scoperto un nuovo continente, tanto più che Amerigo Vespucci aveva dato il proprio nome a questo Nuovo Mondo quando il genovese era ancora in vita? Come poteva, soprattutto, ignorarlo la corona spagnola, visto che la bolla di Alessandro VI ed il seguente Trattato di Tordesillas rivelano chiaramente l'intento di favorire i re cattolici a discapito del Portogallo? Anche sulla biografia di Colombo restano molte ombre. Genovese, spagnolo, ebreo? Di umili origini ma ricevuto con tutti gli onori presso le più grandi Corti europee? Figlio di tessitori eppur esperto di Astronomia, Fisica, Arte della Navigazione, ecc.?

Proviamo allora a ricomporre il puzzle, con In-Contro/Storia

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(1) Cfr. Consuelo Varela, Isabel Aguirre (a cura di), La caída de Cristóbal Colón: el juicio de Bobadilla, Marcial Pons Historia, 2006

(2) Cfr. Corina Bucher, Cristoforo Colombo, Salerno Editrice, 2007.

Di C. Bucher vedi anche, su questo sito, il saggio Cristoforo Colombo in Groenlandia.

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Cristoforo Colombo in Groenlandia