Il Parlamento Ebraico Europeo (e i miliardari che lo hanno creato)

Pochi ne conoscono l’esistenza, ma Bruxelles non è soltanto la sede della Commissione Europea, bensì anche quella del Parlamento Ebraico Europeo, un’emanazione dell’European Jewish Union, l’ONG fondata nel 2011 dai due miliardari ucraini Vadim Rabinovich e Igor Kolomoysky, finanziatore dell’ascesa politica di Zelensky.
Il Parlamento Ebraico Europeo è nato il 16 febbraio 2012 con il proposito di facilitare i rapporti tra tutte le comunità ebraiche europee e l’UE, rappresentando i due milioni e mezzo di ebrei presenti nel Vecchio Continente. Il suo obiettivo principale è, come la stessa istituzione dichiara, “promuovere i principi della democrazia in Europa basata sul buon vicinato, il rispetto reciproco e la tolleranza, lo sviluppo della vita ebraica in Europa, la lotta contro l'antisemitismo, il rafforzamento dell'identità nazionale del popolo ebraico e la conservazione delle tradizioni dell'ebraismo europeo. Allo stesso tempo collabora con le principali strutture internazionali, tra cui l'ONU, l'OSCE e, appunto, l'Unione Europea. Ha lo status di “membro del Consiglio d'Europa”. (Cfr. https://bit.ly/3XFc6iL)
Ha sede a Berlino, Bruxelles, Budapest e Strasburgo. È costituito da 120 membri, eletti in 42 Paesi in gran parte a loro insaputa, dalla European Jewish Union. Tra di essi figurano il calciatore inglese David Beckham e la seconda figlia di Paul McCartney, Stella.
Il presidente del Parlamento Ebraico Europeo è, dal 2007, Vyacheslav Vladimirovich Kantor, uomo d’affari russo, israeliano e britannico, con un patrimonio quotato da Forbes in 7,5 miliardi di dollari. Cavaliere dell'Ordine della Legion d'Onore e destinatario di molti altri riconoscimenti da diversi Stati, a partire dal 2021 Kantor controlla il 94% delle azioni del produttore di fertilizzanti minerali Akron, società di enorme importanza strategica per la Russia. Ciò ha comportato, nel 2022, una fitta serie di sanzioni economiche internazionali nei suoi confronti, anche per la sua nota vicinanza a Putin. Il gruppo Akron comprende due società produttrici di azoto e fertilizzanti, tre aziende minerarie, nonché i terminal marittimi di Kaliningrad, l’ex capitale della Prussia Orientale un tempo chiamata Königsberg, città natale di Kant. Kantor è anche azionista di maggioranza di Moscow Stud Farm No. 1, fondata nel 1924 per preservare il patrimonio genetico della razza di cavalli da trotto Oryol.
Ma chi sono i due magnati fondatori del Parlamento Ebraico Europeo?

Cominciamo da Vadim Rabinovich, imprenditore televisivo ed editore che negli anni Ottanta Rabinovich ha fatto sette anni di carcere in Unione Sovietica per appropriazione indebita. Ex rappresentante ucraino della multinazionale austriaca Nordex - il cui presidente Luchansky è considerato il boss della mafia russa - Rabinovich ha fondato nel 1997, insieme a Kolomoyskyj, il canale televisivo 1+1 ed acquistato, nel 2008, News One, televisione filo-russa. Dal 1997 al 2009 è stato presidente della casa editrice Stolichnye Novosti. Cittadinanza israeliana dal 1999, è stato eletto nel Parlamento ucraino nel 2014. E nel 2016 ha fondato il partito di opposizione filo-russo “Piattaforma di opposizione - Per la Vita”. A causa delle sue accuse rivolte a Zelensky, Rabinovich è stato recentemente privato della cittadinanza ucraina e, di conseguenza, espulso dal parlamento.
Igor Kolomoysky è un oligarca ucraino, ottavo uomo più ricco del suo Paese (patrimonio tra i 3 e i 6 miliardi di dollari). Ha fondato Privat, gruppo che opera nel settore bancario (PrivatBank) ma anche petrolifero, metallurgico, alimentare e televisivo ed è presidente delle squadre di calcio e di basket Dnipro. Controlla una quantità smisurata di società e aziende, in tutti i settori. Fino al 2011 è stato leader del Consiglio europeo delle comunità ebraiche, nonché presidente dell’Unione Ebraica Europea (EJU). Ha cittadinanza cipriota e israeliana, oltre che ucraina. All’accusa mossagli, in relazione all’illegalità delle sue molteplici cittadinanze, ha risposto che “la legge vieta la doppia cittadinanza, non la tripla”.
A causa di un conflitto con Poroshenko, presidente ucraino predecessore di Zelensky, nel 2015 la PrivatBank ha bloccato il conto bancario privato del presidente (50 milioni di dollari); in tutta risposta, nel 2016, Poroshenko ha statalizzato PrivatBank. Kolomoysky ha dunque sostenuto l’ascesa politica di Zelensky, con cui era in rapporti d’affari almeno dal 2012, quando lo studio Kvartal 95 dello stesso Zelensky aveva iniziato a trasmettere sul canale 1+1 di proprietà di Rabinovich e Kolomoisky. In cambio del favore di quest’ultimo, dalla sua salita al potere Zelensky ha più volte provato a ri-privatizzare PrivatBank, trovandosi però contro il Fondo Monetario Internazionale.
Qualcosa, però, Zelensky per il suo benefattore è riuscito a fare. Nel dicembre 2021 l'Ufficio investigativo statale dell'Ucraina ha aperto un’inchiesta contro Poroshenko, accusandolo di alto tradimento e coinvolgimento in organizzazioni terroristiche (accuse che, se comprovate, comporterebbero per l’ex presidente ucraino fino a 15 anni di carcere). Radio Liberty ha osservato che "dopo che Volodymyr Zelensky è salito al potere, le forze dell'ordine hanno tentato senza successo di indagare su dozzine di cause penali che coinvolgono Poroshenko".
I legami tra l’attuale presidente ucraino e Kolomoysky non finoscono qui, naturalmente. Durante la sua campagna elettorale, Zelensky è stato accusato dal deputato ucraino Vladimir Ariev di aver partecipato al prelievo di 41 milioni di dollari da PrivatBank dal 2012 al 2016, appena in tempo prima della nazionalizzazione della banca.
Nel 2020 Kolomoysky è stato però incriminato negli Stati Uniti con l'accusa di frode bancaria su larga scala. L’anno successivo è stato proibito, a lui e alla sua famiglia, di entrare negli USA, accusandolo di corruzione e di “minaccia alla fiducia dell’opinione pubblica ucraina nei confronti delle istituzioni democratiche”. Di conseguenza nel luglio 2022, dopo aver opportunamente inscenato un litigio con l’oligarca che fino a quel momento lo aveva sostenuto, Zelensky ha privato Kolomoyskyi della cittadinanza ucraina, appellandosi proprio all'indagine penale statunitense. Nel novembre 2022 molti dei beni di Kolomoyski - in particolare quelli strategici in riferimento all'invasione russa dell'Ucraina, come le sue grandi compagnie petrolifere (le più grandi in Ucraina) - sono stati nazionalizzati.

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