Bosco Ceduo
Pietro Ratto: Il simbolo è morto? Viva il simbolo!
Allarmante ed allarmato quadro clinico sull'attuale stato di salute dell'Immaginazione
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Cosa rimane, cosa sta restando del simbolo al giorno d'oggi? Viviamo un tempo in tempo reale. Ogni avvenimento può essere vissuto in tempo reale. Il tempo reale è, di fatto, la vittoria del tempo su se stesso: è la presenza che annulla l'attesa, è il tentativo di ridurre il futuro a presente. Il tempo reale è, in quanto tale, propriamente il tempo irreale, nel senso del suo essere artificiale ed artificioso. Insomma, il nostro è un medio evo al contrario, un tempo che vuole sopprimere e sacrificare il domani sull'altare del dio Presente. Lo stesso Kierkegaard, d'altra parte, lo aveva previsto in uno scritto del 1846, drammaticamente troppo poco conosciuto dalle nostre parti, intitolato Una recensione letteraria. In esso parla del suo tempo, ma di fatto, inconsapevolmente, descrive anche il nostro, per molti versi più drammatico del suo: "Un conto è, come ne 'Le mille e una notte', salvare la propria vita coll'incantesimo del racconto, un altro è escludersi dall'incantamento di un'idea entusiasmante e dalla palingenesi della passione…colla parlantina! Poniamo che un'epoca scoprisse i mezzi di trasporto e comunicazione più veloci: […] quale ironia che la rapidità e l'urgenza della comunicazione stiano in rapporto inverso con le lungaggini della perplessità. […] La nostra è l'epoca degli avvisi, l'epoca dei comunicati vari. Non succede niente, però segue immediatamente comunicato." Un'epoca che ha vinto il tempo e lo spazio, dunque, e che permette agli uomini di coprire grandi distanze in un attimo senza però aver niente da dire ai destinatari. Un'epoca di rapidissimi messaggi vuoti. Come non riconoscersi in questa descrizione? La nostra sete di verità, alleatasi con la tecnologia e l'informatica, sta credendo di potersi soddisfare grazie ad un'informazione in tempo reale. Una guerra, un attentato, un omicidio, uno stupro, un pianto disperato, ma anche solo una lite tra coniugi o una confidenza tra persone più o meno banali residenti in qualche Casa piena di telecamere nascoste, viene osservata comodamente, col telecomando in mano, in tempo reale. I telegiornali ci inseguono in ogni angolo della nostra vita, infittendo le notizie, moltiplicandosi a dismisura e spingendoci a credere che questo sia il nostro bisogno, che questo rappresenti null'altro che una comodità per tutti noi…E anche se vale il detto "l'appetito vien mangiando", mai come in questi tempi l'appetito scarseggia, in tutti i sensi, proprio perché siamo abituati a mangiare prima di avvertirlo. (Clicca su Avanti per procedere nella lettura..) |