Bosco Ceduo

Pietro Ratto: Pensandoci su..

 

24 Febbraio

 

C'è una ricorrenza in più da osservare, nella mia vita.

Una ricorrenza che non avrei mai voluto considerare.

Ci sono i tuoi occhi che non riescono più a incontrare i miei,

la tua mano che scivola dalla mia, la notte del tuo sorriso.

C'è quell'odore acre che impregna la stanza del nostro ultimo incontro,

della tua dipartita.

 

C'è il desiderio implacabile di te, del tuo coraggio nella lotta,

del tuo candore nelle scelte,

dei tuoi giudizi taglienti ma autentici, inesorabilmente sinceri.

C'è il tuo voler essere tu, ad ogni costo,

il tuo bisogno di dare sempre e comunque la tua personale impronta a tutto.

C'è quel tuo pianto al mio piangere e l'infinito rammarico

di non aver fatto in tempo a metterti tra le braccia la mia piccina.

 C'è lo stupore amaro, inconsolabile e immenso per la tua assenza, 

Principessa mia.

 

 

 

Il male, tutto sommato, è commesso dagli individui
grazie ai pochi movimenti concessi dalle loro catene.

 

 

   

 

 

 

 
 
 
Questo nostro tempo assomiglia come pochi (sia a livello nazionale che internazionale), a quei rari film in cui, alla fine, vince il cattivo.
Un buon docente, se vuol essere un educatore,
dovrebbe perciò chiedere ai suoi alunni
di orientare la loro esistenza nella direzione
di una vita da perdenti.
La questione dev'essere presa in seria considerazione,
pensando a quanto amara e disperata si riveli questa impresa.

   

 

 

 
 
 

Com'è possibile che nessuno davvero rilevi come le quote rosa siano altamente discriminanti e maschiliste? Come possono accontentarsi, le donne, di finire nei posti che contano solo perché una legge obbliga gli uomini a collocarcele in una certa percentuale, e non solo perché lo meritano effettivamente? Non ricorda un po' quelle leggi che obbligano le grandi società ad assumere un certo numero di portatori di handicap?

 

(A tal proposito, poi, ci sarebbe da aprire un inquietante capitolo a parte. Una società che considera gli uomini solo in quanto consumatori e produttori e che obbliga anche i portatori di handicap a lavorare, a "rendersi utili" e a mantenersi invece che prendersi cura direttamente del loro sostentamento

e lasciarli il più possibile in compagnia dei propri cari,

può davvero passare per un esempio di civiltà evoluta?)

   

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Non sono nato in tempo per "vedere" il centenario dell'Unità di Italia, non vivrò certo così a lungo per festeggiarne il bicentenario. Dunque mi resta solo questo 17 marzo, che cade in un momento che non potrebbe esser peggiore.

150 anni dall'Unità festeggiati progettando un federalismo che negli anni '90, quando se ne cominciò a parlare, faceva inorridire quasi tutti. Ora sembra la panacea per ogni male, alla faccia di Mazzini, di Garibaldi e compagnia bella. Passato lo scandalo lo hanno fatto diventare una cosa scontata, il federalismo, come la pubblicità in mezzo ai film, lo smalto per le unghie nero,il nuclerare inizialmente bocciato, i folli continui aumenti della benzina, un Presidente del Consiglio "biricchino", ecc... Quelli che lo promuovono sono gli stessi che oggi non partecipano alle varie cerimonie, quelli che odiano Roma pur banchettandoci quotidianamente, che bruciano il tricolore dopo averci giurato su.

Come verrà ricordato quest'anno, che coincide con una ricorrenza così importante? Festini ed escort, compravendita di politici a destra e sinistra, alleanze con dittatori ed assassini, mafiosi in Parlamento, Scuola in pasto ai privati, Cultura abbandonata e saccheggiata...

Certo, è possibile che io faccia in tempo ad esserci quando, tra dieci anni, festeggeremo i centocinquant'anni di "Roma Capitale".

Ma a ben considerare l'alto costo, in termini di Concordati e Guarentigie - che hanno dirottato fiumi di denaro in Vaticano - e in termini di perdita di laicità - che al nostro tempo è soltanto più una vuota parola, di cui molti ignorano anche il solo significato - non so nemmeno se quel 1° luglio 2021, che nonostante tutto pare avvicinarsi, sia da considerarsi poi

una ricorrenza così felice.

 

   

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Veramente questo è il tempo delle contraddizioni più inquietanti. La guerra si fa a botte di missioni di pace, l'informazione serve a tener la gente all'oscuro di quasi tutto, all'amore si dedicano partiti che odiano e disprezzano i loro rivali come autentici nemici. La tutela della privacy serve ad intromettersi in tutte le vicende personali dei cittadini ed a coprire quelle, spesso immorali, dei potenti. Le case farmaceutiche inventano e diffondono nuove malattie, la scuola mira a mantenere i ragazzi ignoranti, li rende incapaci di ragionare con la propria testa e li abitua al compromesso ed alla sottomissione in cambio di qualche "credito" in più, a fine anno.

Davvero questa in cui siamo sprofondati è "la notte più nera".

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Credo che non sia il caso di continuare a chinare il capo, di continuare ad insegnare a chinare il capo. Una società che si definisce costantemente in crisi ed in cui un numero gigantesco di persone cerca lavoro ed un numero limitatissimo di altre è in grado di offrirlo è una società che accorda un potere enorme a pochi e mantiene in stato di schiavitù tutti gli altri; una società che si fonda sul ricatto e sulla sottomissione. O stai bravo o perdi il lavoro; o fai quello che voglio io o resti a casa.

La scuola insegna da subito a chinare il capo, a fare compromessi, a rinunciare a esporre con sincera chiarezza il proprio pensiero, a tradire chiunque in cambio di mezzo voto in più o del superamento di un esame, a rinunciare alle proprie inclinazioni incanalandosi in una prospettiva di studio finalizzato ad un lavoro "sicuro", anche se magari odioso e totalmente estraneo alla propria natura. Da adulti, poi, gli individui si trovano a supplicare chi gestisce il mercato del lavoro di assumerli anche a tre euro all'ora. E nessuno li difende, perché chi dovrebbe farlo è stato comprato da chi li sfrutta. Questi sono gli scherzi che fa un'epoca in cui i soldi sono tutto.

Nessun diritto, nessuna dignità più. Da quando nasci ti insegnano che il lavoro è tutto. Così facendo ti piazzano una catena al collo lunga tutta una vita.

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Che democrazia è mai quella che si ostina a realizzare opere che i cittadini delle zone direttamente interessate rifiutano con ogni mezzo? Che democrazia è mai quella che, al limite, tollera le relative manifestazioni di protesta, a patto che siano pacifiche, senza però in alcun modo tenerne conto? Come si può pretendere che un dissenso sistematicamente ignorato non si risolva, alla fin fine, in una lotta disperata, violenta e senza quartiere?

 

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IL VIALE DEL TREMONTI

Dopo gli sprechi infiniti, la corruzione e la speculazione, dopo i vizi e gli stravizi di una classe politica priva di scrupoli e capace solo di farsi mantenere dai cittadini come anticamente i signori facevano col loro bestiame, ora una crisi quanto meno sospetta, scoppiata contemporaneamente in tutti i Paesi a regime capitalistico, sta chiedendo alla gente, ancora una volta, di pagare le colpe dei propri padroni.

Quella stessa crisi, in Italia, è il pretesto per ricominciare a parlare dei privatizzazioni di servizi pubblici, di maggiore precarietà travestita da "flessibilità", di "diritto al licenziamento" come elemento da aggiungere alla Costituzione, di eliminazione dei pochi giorni di vacanza nell'anno, da accorpare alle domeniche (naturalmente riferendosi alle sole vacanze laiche, perché ancora una volta dimostriamo di essere davvero un Paese a-confessionale che, in quanto tale, non tocca in alcun modo le feste religiose ma mira a far fuori i vari 25 aprile,

1 maggio, ecc.. Tutte quelle festività, insomma, nei cui confronti, guarda caso, i nostri governanti da anni storcono il naso!).

Davvero vogliamo continuare a farci spaventare ed a calare i pantaloni,

credendo a qualsiasi cosa?

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Nella specie umana le madri possiedono due fondamentali facoltà, intimamente connesse tra loro.

 

 

Dare la vita ad un nuovo individuo e poi, giorno dopo giorno, rovinargliela.

 

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Quello della "Parità di bilancio" è un concetto da Consigli di Amministrazione, è roba da aziende private. Non può e non deve venir applicato all'economia di uno Stato.

Uno Stato gestito come un'industria privata porta i suoi cittadini allo sfacelo diffondendo povertà. Lo ha insegnato Keynes, le cui teorie sono servite proprio ad uscire da quella gigantesca crisi economico-finanziaria del 1929 che il mito della Parità di bilancio aveva massicciamente contribuito a generare. La parità di bilancio perseguita da uno Stato la cui economia si basa sul debito (un debito che, nel nostro Paese, è giunto ormai a livelli catastrofici), non fa che tradursi in un perverso strumento di diffusione delle ingiustizie sociali, di abbattimento di qualsiasi forma di Welfare; cancella ogni sorta di solidarietà, azzera i sussidi, taglia gli stipendi statali e riduce le spese essenziali. La povertà che ne deriva annulla il potere d'acquisto della gente, che smette di comprare scaraventando nel baratro dei fallimenti le industrie - che non vendono più - e le banche, che si ritrovano a dover restituire soldi che non possiedono. Dagli Anni Trenta sappiamo che è meglio che lo Stato tolleri una (moderata) passività di bilancio dando però lavoro ai suoi cittadini.

Nonostante questo (o forse proprio per questi motivi), i signori che governano il nostro Paese stanno per inserire il vincolo della Parità di bilancio nella nostra Costituzione.

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Se davvero la vita è un dono, mi chiedo se chi ce l'ha regalata

abbia almeno conservato lo scontrino.

 

Cosi da lasciare una minima speranza, a chi ne è scontento,

di fare ancora in tempo a farsela cambiare.

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Nel Buio, questa sera, mi rifugio. Dal Buio mi lascio accarezzare. Come dalla tua mano, lontana. Questa stessa notte, due anni fa...

 

Chi ti è venuto a prendere, prima dell'Alba?

Con quali pensieri, fieramente, hai lottato?

E quale sguardo ha incrociato i tuoi occhi, per l'ultima volta?

Per quali sentieri ti sei incamminata, leggera, incontro al Sole?

 

Domattina, al mio risveglio, conterò due anni esatti da quell'addio.

Due anni interi da uno squillo discreto, ad un passo dall'Alba.

Due anni di giorni e di notti intrecciate al ricordo di te,

che hai fermato il tuo sguardo stanotte, poco prima dell'Alba.

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"Prof, ma conta anche la forma? Mi ha valutato anche gli errori di grammatica?!".

Bravi! Continuate a sottovalutare il modo con cui vi esprimete, con cui vi potete spiegare. Credete che questa vostra indifferenza per la forma sia un sentimento spontaneo?

Solo continuando a trascurare la forma potete ignorare appieno i trucchi di chi, con le parole, quotidianamente vi abbindola e vi fa credere ciò che vuole.

E solo così, al momento opportuno, sarete

perfettamente incapaci di difendervi.

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La situazione che a tutt'oggi  vivono i superstiti del terremoto de L'Aquila costituisce un ottimo esempio di cosa abbia significato il Berlusconismo in Italia.

A distanza di tre anni decine di migliaia di persone vivono in "New Town" di plastica, munite di elettrodomestici luccicanti, circondate da centri commerciali sfolgoranti, ma finte, vuote di significato, anonime. La gente ci sta come si sta in albergo, privata delle proprie radici, in eterno esilio dalla propria esistenza quotidiana, separata dai propri ricordi e dal proprio lavoro.

A pochi chilometri di distanza, un centro storico diroccato e abbandonato, desolatamente irrecuperabile.

Quell'erbaccia che ricopre le macerie antiche, le carcasse delle automobili sepolte dai calcinacci, i resti di una vita interrottasi improvvisamente tre anni fa, è la stessa che è cresciuta sulle defunte speranze di una popolazione dimenticata,

vittima inconsolabile di una politica fatta di pura apparenza, e nulla più.

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Che meraviglia i Test INVALSI. Servono finalmente a controllare la didattica dei docenti italiani, sondano l'effettiva preparazione degli alunni servendosi di "batterie di quiz", rapide ed efficaci...!
Qualcuno, però, si è chiesto PERCHE' MAI i nostri vecchi insegnanti non dovessero subire controlli dal Ministero, PERCHE' MAI gli alunni che i nostri insegnanti sfornavano fossero davvero preparati, PERCHE' MAI i quiz venissero usati al massimo per l'esame della patente?
Il  Ministero vigila sulla preparazione degli alunni TRAMITE QUIZ?

Quegli stessi quiz che servono per mantenere gli studenti ignoranti ed incapaci di esprimersi? Questo Ministero che elabora ed impone i suoi test intimidatori è lo stesso che propaganda la "Scuola dei saperi minimi" ?

Qualcuno si mai chiesto come mai ogni governo comincia affermando di voler "ridare dignità agli insegnanti" e poi passa il suo tempo ad elaborare misure atte ad umiliarli sempre più e a scatenare contro di loro le ire dei genitori?

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