La parola riversa

 

 

Quando il variopinto bisbiglio del Cuore chiama, lo fa dal pi¨ profondo, ancestrale Silenzio. Inequivocabile, inconfondibile, inappellabile, il suo severo indicare punta dritto all'anima. Per questo, soltanto per questo avvolgi il tuo giorno di rumore; di pensiero, di insistente suono. Per non sentire.
Per quel tuo vile assoggettarti al dispotismo della comoditÓ. Alla tirannide della convenienza.
Quel sussurro del Cuore, che germoglia dal Nulla, Ŕ infatti ordine perentorio. ╚ comando impellente. ╚ urgentissima, inderogabile richiesta di FelicitÓ.
Il suo canto Ŕ Poesia; distanza eterna e serafica da una logica unicamente umana. Solo una delle innumerevoli, infinite declinazioni del respiro dell'Essere.
E se la domanda del cuore Ŕ Poesia, l'unica risposta di un'anima che ha il coraggio di udirla e di obbedirle con gioia, che possiede l'intrepida forza e la piena libertÓ di farsi ancella della propria intima, irripetibile essenza, e di inchinarsi pronunciando il risoluto Sý all'eroico viaggio che porta dritto dritto alla sua pienissima e personalissima FelicitÓ, l'unica vera risposta, dicevo, non pu˛ di certo esser la parola. La quale Ŕ logos; Ŕ ragione, calcolo. Fine strumento per l'esistenza ma goffo impaccio per la sublime armonia dell'Essere.
L'unica replica alla chiamata del Cuore Ŕ negazione, rivoluzione, ribaltamento di ogni misero, sterile sillogismo. ╚ parola capovolta, sovvertita, riversa. Struggente e appassionato rischio, insubordinazione esistenziale.
Scandalo e sconfitta di una ragione prostrata e inesorabilmente avvinta da eterno, infinito Amore.

 

 

Pietro Ratto - 1 agosto 2018

 

 

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