Fine anno, su Facebook

 

 

In questo ultimo giorno di un anno che, per me, si è rivelato molto importante, ringraziando tutti coloro che mi hanno sostenuto e hanno creduto in me, nelle mie riflessioni e nelle mie ricerche, vorrei qui precisare, e soprattutto ribadire, alcuni punti che reputo fondamentali per un educatore e un filosofo quale cerco di essere.
Il grande Karlheinz Deschner sostiene che non si possa mai essere completamente imparziali. Che, quanto meno in una certa parte, si sia costretti ad esser "faziosi". A "tifare" per una posizione o per un'altra, insomma. Di fronte a queste considerazioni mi sento sempre un po' triste perché, sin dall'infanzia, ho sempre inseguito il mito della totale indipendenza del pensiero. E faccio di tutto, ogni giorno, per mantenermene coerente. Ma è vero, è inutile nasconderselo. Le mie idee, le mie convinzioni, mi trainano comunque in una certa direzione, mi chiedono con insistenza di dimostrare una certa teoria e di sconfessarne un'altra. A questa subdola "forza di gravità" è necessario senz'altro resistere. Ma è difficile, molto difficile. E, d'altra parte, essa costituisce un elemento irrinunciabile del nostro stesso essere umani.
Quel che, però, conta è che questo farsi trainare, anche quando si verifica, non ci impedisca di portar prove, il più possibile oggettive e documentate, a favore della nostra posizione. Di mettere a disposizione di tutti, di tutti quanti, gli elementi che possano rafforzarla. Senza falsificazioni, senza omissioni, senza ricorrere a "dogmi" di sorta. Per dirla con Cartesio, "senza saltare alcun passaggio".
Ognuno di noi, insomma, parte sempre da una qualche convinzione. Ma quello che conta è il suo saper dimostrare con onestà (a se stesso e agli altri), ciò in cui crede. E di saper abbandonare - o, per lo meno, modificare - le proprie idee, alla luce di ogni nuova evidenza.
Quali sono, allora, le posizioni che assumo e che tento di sostenere con cognizione di causa? Le ribadisco e le riassumo, l'ennesima volta.
Non sono di destra, perché mi batto per la libertà, la parità, il dialogo, il pluralismo, la partecipazione, la massimizzazione dei diritti e la minimizzazione dei doveri di tutti gli uomini, di tutte le donne e di tutti i loro orientamenti.
Non sono di sinistra, perché credo molto più all'individuo singolo che al gruppo e alla classe, perché trovo sterile un atteggiamento politico che si riduce spesso a stigmatizzare e a enfatizzare errori e orrori di un recente passato, come unico agire politico che, il più delle volte, al di là della sua carica oppositiva e polemica poco o nulla possiede di propositivo.
Non appartengo a nessun "centro" e spesso mi rivelo a me stesso ben poco "moderato", perchè non credo nella storiella secondo cui il meglio stia in mezzo, sia perché si tratta di volgare banalizzazione di ben più elevati concetti attinenti all'Etica aristotelica, sia perché spesso si traduce in un'ignavia vergognosa e colpevole di appoggiarsi un po' a destra e un po' a sinistra, con l'unico fine di continuare a imperare.
Non assumo posizioni ufficiali e specifiche in merito a ciò che non sono in grado di valutare oggettivamente. La mia posizione nei confronti della religione, per esempio, è qualcosa che mi tengo dentro e che sviluppo giorno dopo giorno, senza sognarmi di propagandarla per verità e di insegnarla agli altri. Per gli stessi motivi, per esempio, non sono aprioristicamente contro i vaccini ma, semmai, contro l'obbligo di ricorrervi associato alla disinformazione, alla chiusura nei confronti del dialogo e delle molte obiezioni che circolano, e ai conflitti d'interesse che qua e là ho evidenziato.
Non ho assolutamente nulla contro gli ebrei o contro qualsiasi altra etnia, pur avendo approfondito, nella maniera più trasparente e documentata di cui sono capace, la storia della famiglia Rothschild e delle dinastie ad essa collegate e le dinamiche che hanno portato queste persone a controllare l'economia di molte nazioni come la nostra.
Non mi esprimo sulle scie chimiche o su altri argomenti del genere perché si tratta di cose di cui non capisco nulla. Tutte le volte che mi ci avvicino, mi rendo conto che qualcosa mi sfugge, che tutto mi sembra esagerato. Per non parlare di rettiliani o che so io. Ma, anche qui, ciò non significa ch'io non creda che una buona dose di manipolazione sia in atto. Solo, ritengo che essa sia già ben esercitata dai media, senza dover ricorrere per forza a mezzi che, personalmente, continuano a parermi fantascientifici.
Se mi schiero contro le ipocrisie come le campagne antifemminicidio, antibullismo, antimafia ecc. non significa che io sia un maschilista che passa il giorno a picchiare le donne, un prepotente o un mafioso. O che incoraggi teorie fasciste come quella del "vinca il più forte". Sono soltanto un tantino refrattario a discorsoni vuoti e demagogici che lasciano il tempo che trovano quando non mirano, addirittura, a rafforzare quello stesso fenomeno che falsamente dichiarano di voler combattere.
Non esser fascista e condannarne apertamente la criminale dittatura, non significa per me non saper considerare fattori e intenzioni positive nell'attività politica di Mussolini. Al di là della sciocchezza dei treni che arrivavano in orario, che poi non è nemmeno vera.
Non esser comunista e condannarne apertamente la criminale opera di soffocamento della libertà personale, non significa per me dimenticare l'anelito alla giustizia sociale e alla parità dei diritti contenuto nel pensiero marxista e nelle sue declinazioni, finanche nelle sue sfumature più anarchiche.
Criticare con forza le ipocrisie e i crimini della chiesa cattolica non equivale a trascurare la dirompenza del messaggio evangelico pur considerandola con lo stesso rispetto e con lo stesso atteggiamento critico con cui mi accosto ai sapientissimi testi sacri di ogni religione passata e presente e ai quanto mai suggestivi studi condotti dai pensatori atei di tutti i tempi.
Sono contrario a qualsiasi censura. Anche quella attuata nei confronti di coloro che, fino a ieri, hanno censurato gli altri. Ma credo fermamente che ogni pensiero vada espresso nel rispetto di tutti. Di conseguenza, non mi esimo - né mi esimerò in futuro - dall'allontanare da questa mia pagina ogni intervento che manchi di rispetto nei confronti del sottoscritto e di qualunque altra persona.
Per questo motivo sarei davvero felice se, come proposito per il nuovo anno, chi segue questa pagina si astenesse dall'insultarmi, dal farmi passare per quello che non sono, ma altresì dall'inserirvi commenti visionari, razzisti, volgari, insensibili nei confronti di chi vive con fatica la propria esistenza, spesso proprio a causa delle nostre vuote e colpevoli discriminazioni e delle nostre facili categorizzazioni.
Vorrei i colori, ecco! I colori che spuntano in tutto il loro splendore e le loro infinite sfumature, non appena abbandoniamo le nostre vecchie e ignoranti griglie, fatte di maglie a scacchi, o solo bianche o solo nere. Vorrei i colori, sì!
E d'altra parte, se ci pensate un po', a cosa mai potrebbe servirvi l'ennesimo individuo che scrive sempre e solo quel che volete voi?
Che affidamento ci darebbero, quanto potrebbero aiutarci davvero a crescere, in questo infinito cammino verso la verità che la nostra vita giorno dopo giorno costituisce, le parole di chi sappiamo già che, dopo tutto, la pensa esattamente come noi?

Buon anno. E grazie a tutti. Soprattutto a coloro che sapranno capire..
E che, da oggi, accenderanno finalmente i colori.

 

Pietro Ratto, 31 dicembre 2018

 

 

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